Punto di vista

Il costo nascosto di usare cinque fornitori che non parlano tra loro

Armadio di rete con cavi blu e un solo cavo rosso: sistemi che non dialogano tra loro

Molte aziende affidano il digitale a più fornitori: uno per la strategia, uno per la grafica, uno per il sito, uno per le campagne, uno per la SEO. Ciascuno è competente. Il problema è che nessuno è responsabile del sistema: il valore si perde nei passaggi tra uno e l'altro.

Dove si nasconde il costo

  • Tempo. Ogni informazione deve essere ripetuta a ogni fornitore e ogni decisione rimbalza tra più interlocutori. I progetti si allungano.
  • Coerenza. Il tono del sito non è quello dei social; la landing non rispecchia la promessa dell'annuncio; l'identità visiva cambia da un touchpoint all'altro.
  • Responsabilità. Quando le campagne non convertono, l'agenzia incolpa il sito, lo sviluppatore incolpa i contenuti, i contenuti incolpano la strategia. L'azienda fa da arbitro.
  • Dati. Ognuno misura ciò che gli compete. Nessuno vede il percorso intero, dal primo contatto al cliente.

L'integrazione non è l'ampiezza dell'elenco servizi

Un'agenzia «a 360°» non è, di per sé, la risposta: elencare molti servizi non equivale a integrarli. L'integrazione reale significa che strategia, creatività, tecnologia e marketing lavorano sullo stesso progetto, con obiettivi condivisi e un'unica regia. La multidisciplinarità è la conseguenza di un metodo: i problemi di business raramente appartengono a una sola disciplina.

Come ridurre la frammentazione

Non è necessario cambiare tutto in una volta. Un primo passo è mappare chi fa cosa: quali fornitori seguono sito, grafica, campagne, contenuti, analisi, e dove si interrompono le informazioni. Spesso si scopre che molte decisioni vengono ripetute, o che nessuno è responsabile del risultato complessivo.

Il secondo passo è individuare un referente che abbia una visione d'insieme, interno o esterno, e definire un unico documento di obiettivi e priorità condiviso da tutti. Anche solo questo riduce rimpalli e incoerenze. Se poi emerge l'esigenza di concentrare le attività su meno partner, la scelta sarà basata su dati reali e non su una semplice preferenza di prezzo.

Come funziona un partner strategico

Il lavoro inizia dall'analisi del problema; segue la definizione di strategia, priorità e indicatori; poi progettazione, sviluppo e attivazione dei canali; infine misurazione e ottimizzazione. Le competenze entrano quando servono e dialogano tra loro, perché sono nello stesso processo. Il cliente ha un unico interlocutore che risponde del risultato complessivo e che può dire anche quando una richiesta non è la soluzione migliore.

Non significa che i fornitori specializzati non servano: significa che qualcuno deve coordinarli. Scopri come lavoriamo e il nostro metodo in cinque fasi.

Domande frequenti

Meglio un'agenzia integrata o più specialisti?

Dipende dalla complessità del progetto. Quando strategia, brand, tecnologia e marketing devono lavorare insieme, un partner che li coordina riduce tempi e incoerenze. Per interventi molto circoscritti può bastare uno specialista.

Posso mantenere i miei fornitori attuali?

Sì. Possiamo assumere il ruolo di coordinamento tra le competenze esistenti, ed estendere il lavoro quando emergono lacune.

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